I PAULLESI

LE COLONIE

La scoperta della montagna

C’era una volta il mare

ULTIMI LAVORI

Schloss Ritzen

Schloss Ritzen (precedentemente noto come Grub) è uno dei castelli nel comune di Saalfelden nel salisburghese. A partire da un complesso del primo medioevo, la struttura dell’edificio cambiò costantemente nel corso dei secoli, continuamente demolito e ricostruito. Nel 1892 un incendio distrusse gran parte della proprietà e solo quando il castello Ritzen è diventato di proprietà pubblica a metà del XX secolo, è stato possibile prevenirne l’abbandono.

Dal 1968, l’edificio ospita il noto Heimatmuseum di Saalfeldner con una mostra di presepi molto preziosa e ampiamente conosciuta.

I Paullesi

Ho incontrato decine di donne e uomini, alcuni paullesi nati da generazioni, altri recentemente radicati, di tutte le età, di ogni provenienza, quelli noti e quelli anonimi che di solito non vengono consultati e le cui parole definiscono una geografia a misura d’uomo che va oltre i confini della città.

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale della Città di Paullo e il Circolo Fotografico Paullese, vogliamo ritrarre i paullesi di oggi per produrre una installazione sull’identità. In un momento di globalizzazione ma tentati dall’isolamento, abbiamo chiesto a ciascuno di loro chi è il paullese oggi? In un confronto faccia a faccia, ci si rende conto che negli occhi dell’altro, non importa quanto diverso, si può andare alla ricerca della propria identità.

Abbiamo scoperto che Paullo è ricca di cittadini inaspettati: falegnami e artigiani scultori o pittori, pensionati che scrivono, studenti, impiegati, professionisti che recitano, cantano e suonano, operai che vestiti da clown regalano un sorriso negli ospedali…

Se vuoi partecipare al progetto, scrivi a info@circolofotografico.com e prenota il tuo ritratto.

Kaprun Castle

La costruzione del castello Kaprun risale quasi certamente al XII secolo. Fu costruito proprio per le ragioni per cui allora si costruivano i castelli: come rifugio, come fortezza, come residenza di famiglie nobili e come status symbol. Fini tra le proprietà dell’Arcivescovo di Salisburgo e nella prima metà del XX secolo era completamente abbandonato.

Per fermarne la decadenza gli imprenditori Kaprun unirono le forze nel 1984 e con determinazione restaurarono il castello: oggi è ancora un palazzo signorile e riporta gli spettatori e i visitatori ai tempi passati.

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ALCUNI PROGETTI

Dystopian Sunrise

Inseguire il sole immaginando una futura alba post apocalittica.

Un progetto CHIPS con Hipstamatic.

Miniera Torgola

I resti dell’insediamento produttivo della Miniera Torgola sono situati a Collio, in Val Trompia lungo la SP345. Gli imponenti impianti esterni di lavorazione, a fianco del fiume Mella, si sviluppano a destra della carreggiata, a sinistra si può apprezzare la struttura degli uffici.

I primi dati relativi all’esistenza di questa miniera, anticamente chiamata Durgola, risalgono al XV secolo, periodo in cui è documentata l’attività di estrazione di argento. La via dell’argento che impegna gli albori della miniera in questione, sembra però non essere molto produttiva e già nel secolo successivo i principali ricavati dall’estrazione nella Torgola sono solfuri misti, nello specifico Blenda e Galena, dai quali si ricava rispettivamente zinco e piombo. Dopo una produzione continuativa e sufficiente al fabbisogno interno, nella seconda metà del XIX secolo emergono i limiti dello stato di arretratezza dei sistemi e dei macchinari, che negli anni Sessanta dello stesso secolo si evidenziano in tutti gli apparati estrattivi della Val Trompia. Malgrado l’introduzione di nuove metodologie di scavo e l’acquisizione di varie concessioni da parte della “Società degli Alti Forni, Acciaierie e Fonderie di Terni” e della società inglese “The Brescia Mining and Metallurgical” nel 1904 in Val Trompia non risulta più attiva alcuna miniera.

Di lì a poco subentra la ditta Martelli, poi Società Anonima Mineraria Prealpina, acquisisce i permessi di ricerca della Torgola concentrando i lavori nell’estrazione di fluorite che in quel periodo cominciava ad essere impiegata nell’industria del vetro e degli smalti e nella siderurgia. La Società Anonima Mineraria Prealpina condurrà la Torgola ad una vera e propria rinascita.

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta infatti la produzione di fluorite e siderite per l’elettrosiderurgia raggiunge i massimi livelli, incentivata anche da considerevoli investimenti tecnologici effettuati nei primi anni Cinquanta. L’impianto di flottazione costruito in questi anni fu uno dei più grandi d’Europa!

Il declino innescato dall’aumento dei costi e dalla diminuzione della domanda, prende inesorabilmente avvio all’inizio degli anni Settanta, anni in cui solo le battaglie dei minatori per la difesa del proprio posto di lavoro impediscono la chiusura della miniera entrata nella galassia della Montedison. Nel 1999 la miniera Torgola, ultima miniera attiva nella Valle e nell’intera provincia bresciana, chiude i battenti, oscurando per sempre le gole rocciose, ma lasciando ancora ben acceso, negli occhi di molti, il ricordo.

Lodi a colori

Lodi – fondata il 3 agosto 1158 da Federico Barbarossa, in seguito alla distruzione dell’antico borgo di Laus Pompeia, già municipium romano, sede vescovile e libero comune – è tra le città d’arte più belle della Lombardia.  Queste sono il risultato di una “sfida” con gli alunni del corso di fotografia del CFP – Circolo Fotografico Paullese: raccontare Lodi con tre trittici…

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